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Ma la felicità non è, essa stessa, un’emozione. È una parola che esprime una condizione e l’anatomia di quella condizione è l’interesse. La felicità, si potrebbe dire, è il superamento di ostacoli che non sono impossibili da conoscere, in direzione di una meta conosciuta. L’anatomia che sta alla base, è semplicemente questa: quanto interesse è in grado una persona di generare? È in grado di generarne abbastanza da superare tutta quell’energia pesante che deve essere impiegata durante il tragitto? Si tratta di quanto interesse costui è in grado di generare per conto suo, per quanto tempo lui, per conto suo, riesce a mantenersi interessato alla vita; è questo che lo rende felice. Questo perché la felicità è l’applicazione di se stessi all’esistenza. Questo è tutto per quanto riguarda la felicità. |
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